giovedì 20 aprile 2017

Diciotto

Una data attesa, questa. Ti sembra di aspettarla da una vita e che ora potrai finalmente spaccare il mondo. Poi gli anni, vedrai, cominceranno a scorrere più velocemente.
Per me ad esempio sembra passato un attimo da quando ti presi in braccio per la prima volta. Piangevi. Di notte poi non dormivi mai. O meglio, volevi farlo solo sulla spalla di papà. Fino ai tuoi tre anni era l'unico posto dove prendevi sonno. Le nostre notti brave insieme. Le mie notti più belle di sempre.

Ora sei uomo, almeno le carte dicono così.
Ma per me sarai sempre quel bambino sulla mia spalla. Che poi è e sarà per sempre tua, ogni volta che cercherai un riparo sicuro.
Ogni volta che vorrai.


Auguri, Riccardo. Buon compleanno vita mia...

venerdì 14 aprile 2017

Amplessi Rossi

Vasco 1999: "Vorrei possederti sulla poltrona di casa mia con il rewind. E tutto il necessario..."

Vasco 2017: "Io e te. Seduti sul divano a parlar del più e del meno..."

L'amplesso più lungo della storia. Almeno di quella della musica.

domenica 26 febbraio 2017

Puntini

"I puntini di sospensione si usano sempre nel numero di tre, per indicare la sospensione del discorso, quindi una pausa più lunga del punto."

SMETTETELA DI METTERNE DUECENTO!

venerdì 24 febbraio 2017

Bella France'

"Non sono riuscito ancora a capire perché i bambini soffrano. Per me è un mistero. Non so dare una spiegazione. Mi interrogo su questo"
(Papa Francesco)

Anche io vedo molte assurdità e controsensi e mi interrogo su questo, Santità.
Ed a volte lo faccio bestemmiando e rifugiandomi nel luogo (ormai) comune che "dio non esiste se esistono certe cose".
Comunque France' (France' è più intimo, più umano, più mio) me fa piacere che pure te cominci a chiedete come mai questo sedicente padre si accanisce così tanto sui suoi figli. Soprattutto su quelli più innocenti.
Solo gli stupidi non cambiano idea e tu stai un bel pezzo avanti.
Bella France'...

mercoledì 8 febbraio 2017

La morte non è giusta

La morte non è giusta.
Questo lo sappiamo. Io poi l'ho imparato bene. Ha rincorso e decimato buona parte dei miei cari.
Ma a volte lo è, se possibile, ancor meno.
Non si cura dell'età, degli affetti, non fa distinzioni.
Correvi con quel pallone tra le gambe, sul prato del "Francioni", che si concedeva a noi in quelle estati di vent'anni fa. Per disputare quei tornei di calcio vero, su un campo vero, uno stadio, per sognare.
Eravamo spesso rivali in quelle occasioni. La mia squadra, io da dirigente ovviamente - il calcio posso solo guardarlo con le capacità tecniche che mi ritrovo - e tu invece da fuoriclasse quale eri.
Stavi in squadra con "Lui", il matto, che strillava sempre il tuo nome con quella voce grossa e quella intonazione da nomade gitano ormai stanziale e panzuto:"FACCOO!"
Ci divertivamo ad imitarlo tutti. Era diventato un tormentone. Ogni estate.
Con la maglia del Campo Boario poi ci hai fatto sognare.
Un sorriso che camminava, una poliedricità ed una voglia di vivere innate.
Questo sarai per me. Per sempre.
La morte non è giusta, Stavolta lo è stata ancora meno...
Addio amico mio, Stefano Facco.

domenica 29 gennaio 2017

Siamo lupi

"Siamo lupi. È così
Solitari ma in branco
Bianchi, neri o d'argento
Veloci, belli, veri
E sempre in lotta per il comando"
(Enea Tomei, mio cugino)


venerdì 13 gennaio 2017

E allora vaffanculo

Ci sono posti dove il telefono non prende e posti dove il telefono non prende. Lo so, sembrano uguali, ma non lo sono. Ci sono persone e luoghi che contano e persone e luoghi che vengono calcolati allo stesso valore di una badilata di merda.
Ecco...sappiate però che il mio vaffanculo ha un potere speciale. Quello di potervi accomunare tutti o prendervi singolarmente, secondo necessità, e relegarvi in un limbo soltanto io vi posso tirar fuori.
Con un altro vaffanculo.

lunedì 26 dicembre 2016

Tutto si supera. O quasi.

Sono riuscito nell'ardua impresa di sopportare il dolore di perdite ben più gravi. Supererò snche questa. Metterò su "Club Tropicana", penserò ai bei momenti, alle grandi feste degli anni '80 e ce la farò, ne sono certo.
Quello che più me spaventa è l'ennesima immancabile canzone che ci ricamerà sopra quel lamentoso portasfiga de Elton John.
E che sicuramente farà in tempo a scrive per il funerale tuo.
Ciao George.


domenica 13 novembre 2016

A mamma mia

Mi manchi. Ora. Adesso più di sempre.
Mi manca quel sorriso che era solo mio,  che me bastava pe' sfida' er monno intero.
Ognuno dice che la mamma sua è la meglio de tutte. Io no. Non faccio concorsi. E poi te sei fori concorso, non sei la meglio, sei la mia.
E questo è già tutto quello che me serve.

Mi manchi. Vorrei che fossi ancora qui a dirmi come essere un buon padre. Ma quando ci provo penso a te, penso a quelo che faresti o diresti tu e tutto me sembra più facile.
Auguri Donna della mia vita.

P.S  Secondo me l'hai fatto apposta a annattene. Pe nun famme "sprecà i sordi del fioraio". Ma tanto le tue rose rosse le avrai sempre. Sempre.
Auguri Marì...


lunedì 31 ottobre 2016

Lo stupendo vivere

Adoro quella sensazione adrenalinica che mi scatena dentro un certo tipo di persone.
Quelli che nella vita hanno fatto politica, ma dietro le quinte.
Quelli che so stati tifosi, quel giorno che la loro squadra ha vinto.
Quelli che conoscono la legge, non la giustizia.
Quelli che hanno fatto i prepotenti, quella volta che erano tanti contro uno.
Quelli che pontificano e giudicano, dall'alto di una tastiera.
Ecco. Questa "sensazione adrenalinica", da non confondere con l'incazzatura, mi fa camminare a testa alta tra la gente. E mi convince ogni giorno di più che pur avendo sbagliato un sacco di cose nella vita, alcune scelte ed alcune persone non le rinnegherò mai.
Siamo sempre lo stupendo vivere. In un mondo di morti.

giovedì 13 ottobre 2016

Cent'anni

Al TG4 c'è un servizio dal titolo "Come diventare centenari". Siete avvertiti, il gruppo Mediaset sa come si fa ad arrivarci.
Spero pertanto non vi lamentiate del fatto che avremo ancora Berlusconi tra le palle, a sparare cazzate per altri vent'anni.
Insieme al TG4.

martedì 13 settembre 2016

Lapsus perseguibili

Di Maio, immagino per un lapsus, ha confuso il Venezuela col Cile. Tutti addosso.

Del fatto che Renzi, da anni, abbia preso l'Italia per il cesso di casa sua, invece, non frega un cazzo a nessuno.


domenica 4 settembre 2016

Errori parrucchieri

"Me li sono fatti rosso Tiziano", dice questa dell'ombrellone accanto.
Sto Tiziano dev'esse un altro, un amico suo, uno che non fa' il parrucchiere ma il carrozziere, me sa.
Perché più che un'opera di Tiziano Vecelio, il pittore, sembra 'na creazione de Enzo Ferrari da Maranello.
Attendo fiducioso il passaggio della safety car.


sabato 27 agosto 2016

Non sono Stato io

Nel (Bel) Paese dove "la colpa dev'esse per forza de quarcuno", pure der teremoto, la procura di Rieti fa sapere che punirà duramente gli abusi edilizi che hanno provocato crolli e cedimenti. Utile precisazione.

Fino ad ora non je ne fregava niente. Potevi abusiva' quanto te pareva. Fino ad ora eravamo tutti fratelli davanti ad un piatto de bucatini e 'na romanella.
Adesso no. Adesso un pezzo de notorietà lo vole pure la procura pontificando e lanciando inutili anatemi dall'alto di uno scranno.

In questo grande reality che ormai siamo diventati e dove pascoleranno tranquillamente i brunivespa e le barbaredurso nei prossimi mesi. Quelli sì meritevoli d'ergastolo.
Perché la pena de morte l'abbiamo abolita me pare, no?

domenica 14 agosto 2016

Peggio de così...

La nazionalità non è certa. Diciamo che l'area di provenienza è quasi certamente nordafricana.
Avanza con fatica sulla sabbia, sotto un sole allo zenith del mezzogiorno, madido di sudore. Una lieve zoppìa gli impedisce di allineare i passi già affaticati da un pesante carico di bustoni pieni di indumenti, costumi, pareo.
Le braccia piene di stampelle espositive.
Preso dalla mia lettura noto la sua sagoma con la coda dell'occhio e sollevo lo sguardo. Lui percepisce la mia momentanea attenzione, si blocca, si gira e mostra la mercanzia.
Ed in quel momento, mentre allarga le braccia, leggo la scritta sulla sua maglietta: IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE.
Me viene istintivo ed inevitabile:"lo spero pe' te, frate', lo spero veramente pe' te..."
Sorride e riprende la sua claudicante marcia.
Anche perché peggio de così...


venerdì 29 luglio 2016

Al bar

"Uno schiumato caldo, due freddi ma con granita, un macchiato col latte freddo, un succo mango e pesca, un pera "ambiente", un latte macchiato "scuro"...

E poi me so' tappato le orecchie, rifiutandomi di ascoltare il seguito. Ho lanciato un'occhiata compassionevole verso il barista e sono andato via. Senza neanche prendere il mio caffè "normale".
Richiesta sempre più difficile da fare in questo mondo che riversa le proprie frustrazioni su un poraccio che sta dietro ad un bancone.


venerdì 1 luglio 2016

Fierezza materna

Mia madre sarebbe stata orgogliosa di me e mi avrebbe dato soddisfazione.
Beh...sai che novità.
Mia madre era orgogliosa di me pure quando avrebbe dovuto rinnegarmi, disconoscermi. Trovava sempre un motivo di fierezza in tutto.
Mia madre era unica in questo.
Io e lei, contro tutti.

Ma mi piace pensarlo...Ciao Mari'...;-)


lunedì 20 giugno 2016

Volti nuovi

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. (Il Gattopardo - Tomasi di Lampedusa)

Mastella Clemente sindaco di Benevento.
Lui va oltre queste cazzate da romanzieri.
Lui non fa manco finta de cambia'.
Lui c'è e c'è sempre stato.
Voi lo volete e lui se candida. E voi lo votate.
Il vero nuovo che avanza è lui.
Che dio (se c'è) VE FURMINI!


sabato 18 giugno 2016

L'amore non esiste

L'amore non esiste. E' un'altra cazzata inventata per vendere i Baci Perugina e le rose a S. Valentino. La ragione impone questa valutazione.
(S)Fortunatamente, il raziocinio non mi ha mai assitito. Così continuerò, dissennatamente, a credere che non sia così...


Il maiale

Il maiale è l'animale migliore del mondo. Vive rotolandosi nel fango, mangia di tutto, grufola in continuazione, ha un orgasmo che dura in media trenta minuti (perciò si dice "godere come un maiale") e, alla sua morte, fa felice un sacco di gente regalandogli prosciutti, salumi e bistecche! Un grande...se rinasco voglio esse maiale! Anche come forma, stavolta...


venerdì 17 giugno 2016

Assenze cerebrali

Non la tromberai solo perché metti "mi piace" a tutto quello che pubblica, coglione.
Forse se dimostri di avere un cervello tuo, e che magari sai anche come si usa, avrai una speranza in più.
Ma potrebbe anche succedere che tu ci riesca. Allora i cervelli mancanti all'appello saranno due.

sabato 4 giugno 2016

Ricordi facebookiani (sempre validi)

Questo è un messaggio esplicito per chi sa. Io non chiedo amicizie a vanvera su FB.
Ripeto se non fosse chiaro: IO NON CHIEDO AMICIZIE. Se lo faccio è perchè ti conosco bene e voglio annoverarti tra quelli che vorrei sentire con più frequenza.
Altrimenti sei stato/a tu a farlo ed io ti ho approvato.
 
Ma se poi mi dimostri che le tue tette sono più grosse del tuo cervello, la possibilità che io ti scarti è direttamente proporzionale alle tette stesse.
Facebook non è la vita reale. Nella vita reale i miei VERI amici fanno fatica a riempire il numero delle dita di entrambe le mie mani.

Non raccontare cazzate, non ti inventare nulla, non raccontare cose di cui non sai. Non toccare chi fa parte, o ha fatto parte, della mia vita a vario titolo.

Altrimenti ti cancello. E NON DA FACEBOOK.


martedì 31 maggio 2016

Morra cinese

Carta batte sasso
Forbice batte carta
Robot batte cinese

Giornalisti che fanno finta de non capi' e si chiedono - annunciando una nuova tendenza nel mondo industriale - come mai Adidas, dopo vent'anni, torni a produrre scarpe in Germania.
Ve lo dico io. Perché i cinesi cominciano a costa' troppo. Se so' messi in testa de fa i capitalisti.
E allora si fa una bella fabbrica de robot, energia elettrica da pannelli solari e tre/quattro persone a spigne pulsanti. Zero trasporti, zero trasferimenti e ce grande tornaconto in termini di immagine.
Costo zero massimo rendimento.
Giornalista che fai finta de non capi', leggi meglio il piano industriale la prossima volta.


lunedì 30 maggio 2016

Diritti & licenze

Alcune persone non hanno ben chiaro il concetto di "diritto di precedenza" e lo confondono con la "licenza di uccidere" del vecchio 007.
Ricapitoliamo: se io ho già impegnato l'incrocio e sto praticamente al centro dello stesso non puoi continuare a venire avanti rischiando per qualche millimetro la collisione.
Primo, perchè io sto comunque su una cazzo de moto e me fai secco (non nel senso che me fai dimagri', altrimenti accetterei pure).
Secondo, perché ormai ho praticamente superato l'incrocio.

Se poi ti suono e mi fermo chiedendo spiegazioni e tu urli ciancicando qualcosa che si avvicina per dimensioni più ad un pallone da basket che ad una "big babol", che già di per se è bella grossa: "c'ho aaa precedenzaaa!", nun te lamenta' se ti entro per metà dal finestrino e ti descrivo esattamente dove te la puoi mettere la precedenza.

Da' retta a tu moje, James Bond, torna a casa.
Sua Maestà può avere ancora bisogno dei tuoi servigi...

Beneficiando

Italia. L'unico paese dove i numeri di conto corrente per gli aiuti umanitari arrivano prima dei soccorsi. Aprite l'elenco telefonico, scegliete un nome a caso e fate un vaglia alla cieca. Avrete di sucuro più probabilità che qualcosa arrivi anche ai diretti interessati...


mercoledì 20 aprile 2016

La lingua italiana

La lingua italiana.

MI piace scrivere ed ho sempre pensato, senza false modestie, di saperlo fare. Qualcuno me accusa pure di fare un po' il professore (Maurizio de Bellis per esempio) e mi piace molto leggere ciò che scrivono alcuni "amici" di cui adoro il tratto distintivo.

Ma leggo di tutto con piacere, anche ciò che è scritto con molteplici errori grammaticali. Dietro chi non sa scrivere si nascondono, a volte, delle difficoltà, una disgrafia, un disagio nell'apprendimento.
O più semplicemente non j'annava de annà a scola quanno che era er tempo suo. Sento delle fitte al fegato quando leggo alcuni strafalcioni, ma mostro apparente freddezza, a volte sorrido, mai beffardo o canzonatorio.

Chi non sopporto davvero è chi CREDE di avere padronanza della lingua, chi dello scrivere ne ha fatto una professione - come c'è riuscito non se sa -, chi dovrebbe essere un faro illuminante nella notte dell'ignoranza o della poca conoscenza. Ecco, sappiate che buona parte di questa ignoranza è colpa vostra e di chi vi ha dato la responsabilità del ruolo che avete usurpato. Voi "giornalisti", "scrittori", "blogger" ed altri pennivendoli a vario titolo, spesso semplici firmatari di un testo pervenuto da qualcun altro, continuate a farveli scrivere i testi, perchè quando lo fate voi...se vede.
Oppure smettete de "scrive", ne benificerebbe il mondo intero.
Un anticipato sincero ringraziamento per chi ascolterà le mie parole.
Un vaffanculo, altrettanto sincero, per chi continua imperterrito nello scempio della lingua italiana.


martedì 29 marzo 2016

Giachetti docet

Il candidato a sindaco di Roma Roberto Giachetti su Facebook: "Per fare il sindaco a Roma servono i superpoteri. O forse no. Servono serietà ed esperienza."

Ecco. Io non te conosco e quindi non vojo mette bocca sulla serietà ma, da quello che sento in giro, me pare che nun te conosce nessuno. E la prima qualità è svanita. Per lo stesso motivo, il tuo essere praticamente anonimo agli occi di chiunque, te chiedo: do' te la saresti fatta st'esperienza? A casa tua? E soprattutto in cosa, di grazia?
Te conviene punta' sui superpoteri Giache', damme retta...


sabato 19 marzo 2016

19 marzo. Festa del Papà.


Faccio tutto per te. Sei il regalo mio più bello, tutti i giorni. Il centro della mia vita e dei miei pensieri.
Il mio miglior talento.
Il figlio sperato, quello che ognuno vorrebbe.
A volte mi incazzo e cerco con la durezza di correggerti o di incoraggiarti. Ma poi non ce riesco più de tanto, me passa. L'amore immenso pe' te prevale sempre.
"Auguri Papà" le prime due parole che ho sentito stamattina me le hai dette tu. E una lacrima furtiva è scesa.
E questo mi basta per far sì che sia la tua di festa, in ogni restante parte dell'anno.
Di tutti gli anni. Finchè avrò fiato.
Tuo padre.


lunedì 15 febbraio 2016

Tu chiamale se vuoi...evasioni

Scappano dal carcere nel più classico dei modi. Tagliando le sbarre e calandosi con le lenzuola annodate tra loro.
Non mi stupirei neanche se avessero ricevuto dall'esterno una lima nella torta della nonna.
Ma il problema principale de Roma secondo la coppia (ormai) comica Alfano & Gabrielli rimane la Curva Sud.
Quella congerie di delinquenti urlanti la deve smettere di disturbare la pennica quotidiana degli abitanti limitrofi allo stadio! Maleducati!
Oppure datemi un altro motivo...



Posted via Blogaway Pro


sabato 13 febbraio 2016

NORD/SUD

Gli abitanti di Casal di Principe si ribellano al fatto che ormai con la parola "casalesi" si intenda solo ed esclusivamente l'omonimo clan camorristico.

I soliti terroni che sanno solo lamentarsi.
I "padani" sono anni che vengono confusi con quegli imbecilli colorprato della lega senza proferire mai la benché minima lagnanza.


domenica 7 febbraio 2016

Le cose fatte da me

Pensavo davvero di essere un inconcludente buono a nulla. Fino a che non me lo hanno fatto notare. Ora mi guardo intorno...la mia vita è piena di cose fatte da me.
Mio orgoglio e vanto anche gli sbagli.
Tu che tiri le somme e pontifichi, puoi dire lo stesso?


martedì 2 febbraio 2016

Figlio...

Fammi essere ancora figlio.
Solo una volta. Una volta sola.
Poi ti lascio andare.
Ma per una volta, ancora, fammi sentire sicuro.
Proteggimi dal mondo.
Fammi dormire nel sedile dietro il tuo.
Guida tu. Che io sono triste e stanco.
Ho voglia che sia tu a guidarmi, papà.
Metti la musica che ti piace.
Che sarà quella che una volta cresciuto piacerà a me.
Fammi essere piccolo.
Pensa tu per me.
Decidi tu per me.
Mettimi la tua giacca, che a me sembra enorme, perché ho freddo.
Prendimi in braccio e portami a letto perché mi sono addormentato sul divano.
Raccontami storie.
E se sei stanco non farlo.
Ma non te ne andare.
Ho voglia di rimanere figlio per sempre.
Abbracciami forte come dopo un gol.
Dormi ancora, come hai fatto, per una settimana su una sedia accanto al mio letto in ospedale.
Rassicurami.
Carezzami la testa.
Lo so che per tutti arriva il momento in cui devi fare da padre a tuo padre.
Ma io non voglio.
Non ora.
Voglio vederti come un gigante. Non come un uccellino.
Non andare, papà.
Ti prego.
Fammi essere ancora figlio.
Fammi essere per sempre tuo figlio.

(Gabriele Corsi)